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Dieselgate WV e FCA: due casi diversi

Mentre è ben nota la vicenda del Dieselgate della WV, è difficile fare una analisi esatta di cosa  viene  imputato negli USA ad FCA data la scarsità di dettagli sulle effettive  accuse che le vengono mosse. Si può dire con sicurezza che i due casi sono ben diversi: WV ha ammesso di avere utilizzato dei “Defit devices”  che durante la fasi del ciclo di prova, e solamente in queste, adeguavano il comportamento del sistema di iniezione in modo da ottenere, riducendo le prestazioni, i livelli di emissione previsti dalla normativa. Durante l’uso normale della vettura il comportamento del sistema di iniezione era completamente diverso ottenendo le prestazioni di potenza richieste ma senza rispettare i valori di emissioni e di consumi omologati. Un vero e proprio imbroglio come dicono parole “Defit device” che significano “dispositivo fatto per ingannare”. Nel caso di FCA sembra che nel SW di controllo del sistema di iniezione siano state utilizzate delle logiche di funzionamento tali da consentire, secondo quanto ammesso dalla normativa  in  condizioni anomale del motore, di modificare il comportamento del sistema di iniezione rispetto alle condizioni normali, come per esempio in presenza di un surriscaldamento del motore o del malfunzionamento del catalizzatore. La colpa di FCA consisterebbe probabilmente in due cose: nel non avere dichiarato la presenza di queste logiche e/o di avere utilizzato queste logiche anche per incrementare le prestazioni del motore e non solo per proteggerlo. E’ chiaro che nel primo caso si tratterebbe solo di una mancanza formale e non sostanziale ben diversa dall’imbroglio WV.

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